“Quanto ci vorrà?” è la domanda che ogni imprenditore si pone quando avvia una pratica di recupero crediti. La risposta dipende da diversi fattori: la reperibilità del debitore, la sua situazione finanziaria, l’importo del credito e la strada scelta — stragiudiziale o giudiziale. Questa guida fornisce una stima realistica e dettagliata dei tempi per ogni fase.
I tempi del recupero stragiudiziale
Il recupero stragiudiziale è la via più rapida. Una volta attivata la pratica, l’agenzia dispone di un arco operativo di circa 60 giorni, durante i quali vengono introdotte tutte le azioni bonarie: lettere di sollecito, contatti telefonici, visite di agenti sul campo. L’attivazione avviene in tre giorni lavorativi dalla ricezione della documentazione completa.
Nei casi più semplici — debitore reperibile e in buona fede — il pagamento può avvenire entro 2–3 settimane dalla prima sollecitazione. Nei casi più complessi, dove il debitore è difficilmente reperibile o richiede una trattativa, si arriva ai 60 giorni.
I tempi del recupero giudiziale
Se la fase stragiudiziale non produce risultati, si passa all’azione legale. I tempi si allungano considerevolmente: un decreto ingiuntivo può essere ottenuto in 30–90 giorni dalla presentazione del ricorso, ma la procedura esecutiva (pignoramento) può richiedere da 6 mesi a oltre un anno, a seconda del tribunale competente e del tipo di bene aggredito.
Tempi medi per fase: riepilogo
| Fase | Tempistica media | Note operative |
| Attivazione pratica | 3 giorni lavorativi | Dal ricevimento della documentazione completa |
| Primo contatto con il debitore | 5–10 giorni | Lettera + contatto telefonico iniziale |
| Recupero stragiudiziale – caso semplice | 2–4 settimane | Debitore reperibile e collaborativo |
| Recupero stragiudiziale – caso complesso | Fino a 60 giorni | Ricerche approfondite + trattativa necessaria |
| Decreto ingiuntivo | 30–90 giorni | Dipende dal tribunale e dal carico pendente |
| Esecuzione forzata (pignoramento) | 6–18 mesi | Variabile per tipo di bene aggredito |
Il fattore che incide di più: la tempestività del creditore
Il parametro che più di tutti influenza i tempi di recupero è la rapidità con cui il creditore si attiva. Affidarsi a un’agenzia entro 30–60 giorni dalla scadenza della fattura aumenta significativamente le probabilità di recupero rapido. Più il credito invecchia, più il debitore consolida l’inadempienza e più i tempi complessivi si allungano.
FAQ frequenti
Cosa succede se il debitore è irreperibile?
L’agenzia avvia ricerche approfondite tramite banche dati dedicate per localizzare il debitore. Questo può allungare i tempi fino al limite dei 60 giorni previsti per la fase stragiudiziale.
È possibile accelerare i tempi?
Sì, fornire subito tutta la documentazione completa (fattura, contratto, corrispondenza), avere i dati aggiornati del debitore e autorizzare la visita diretta sul campo sono le azioni che riducono maggiormente i tempi complessivi.
Agire per tempo: una questione di tutela
I tempi di recupero dipendono in larga misura dalla rapidità con cui il creditore decide di agire. Attendere mesi prima di affidarsi a professionisti riduce le probabilità di recupero e può portare, nei casi più gravi, alla prescrizione del credito stesso. Verificare i termini di prescrizione applicabili e intervenire nei primi 30–60 giorni dalla scadenza è la mossa più efficace per tutelare i propri diritti.
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